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venerdì 3 aprile 2015

"CARO PD, ADDIO 2. MENTONO, SAPENDO DI MENTIRE"

RAIANO - "Nel Partito Comunista Italiano, com'è noto, esisteva la regola del cosidetto “centralismo democratico”. Una regola, a volte, durissima ma si applicava a valle di lunghe ed estenuanti e partecipate riunioni: dalle Sezioni ai Comitati di Zona, ai Comitati Federali e, se necessario, addirittura fino al famigerato “Comitato Centrale”.E’ stato un bene abolirlo perché, nel tempo, era diventata una regola di arbitrio e di soffocamento delle libertà e dignità delle persone che osavano dissentire.
Oggi, dispiace dirlo, nel PD, almeno a livello locale, c’è una specie di “centralismo democratico”, però funziona al contrario.
In pochi decidono, magari intorno ad un caminetto o in una cena, e agli altri tocca passivamente accettare per la suprema causa: nel nostro caso per la Valle Peligna!!!"si legge in una nota giunta in redazione a firma di Enio Mastrangioli."Se poi qualcuno osa contestare questi metodi, si rende libero per difendere la propria e altrui dignità di appartenenti ad una comunità che si reclama democratica, scatta la menzogna e la denigrazione: “non hai avvisato il “Partito” prima della stampa e lo fai per “discutibili personalismi”. Chapeau, grande Segretario Provinciale che, mi dispiace dirlo perché gli voglio bene, mente sapendo di mentire.

PRIMA COSA NON VERA.
Alla riunione che si è tenuta ad Avezzano venerdì 27 marzo scorso, al termine della stessa, non essendo mia intenzione mettere in atto azioni di contrapposizioni contro il mio Partito e contro il candidato a Presidente, Sindaco del mio paese di origine e del Comune maggiore del Collegio Provinciale ove sono stato eletto, oltre che amico carissimo, ho ufficialmente comunicato ai presenti, tra questi anche i Consiglieri Provinciali, che avrei portato a termine il mio mandato fino all’ultimo Consiglio Provinciale del 31 marzo e, nello stesso giorno, avrei lasciato il PD. Cosa che ho fatto dandone notizia nella sede istituzionale del Consiglio e poi informando la stampa.
La cosa non mi sembra abbia preoccupato particolarmente qualcuno considerato che nei giorni seguenti alla riunione di Avezzano nessuno si è preoccupato di verificare le mie intenzioni o cercare di evitare al sottoscritto di assumere  decisioni “al di fuori di ogni logica politica” o “immotivate”. Probabilmente è scattata la logica in atto da tempo: meno male, uno in meno di “rompiscatole”, di non allineato.

SECONDA COSA NON VERA
Si definisce il gesto compiuto dal sottoscritto motivato da “discutibili personalismi”, con la volontà di far passare tendenziosamente la logica “voleva candidarsi, non l’abbiamo candidato e si è dimesso”. Prendo atto che si continua a non capire, o far finta di non capire, quello che era un ragionamento sul metodo seguito e non sulle persone. Cioè che non era accettabile, tollerabile il venire a conoscenza per la prima volta, appena dieci giorni fa, che da oltre sei mesi si era lavorato su una soluzione fra tre o quattro persone, senza alcuna discussione preliminare e a bocce ferme negli organismi di partito provinciali e zonali.
Senza coinvolgere minimamente i Gruppi Consiliari uscenti del PD, anche per dire loro solo GRAZIE o, eventualmente rimproverarli per lo scarso impegno dimostrato.

Il Segretario Provinciale ci dovrebbe spiegare, oltretutto, dov’è lo scandalo nell’ipotesi che il sottoscritto o qualche altro componente del Gruppo Consiliare uscente avesse voluto avanzare una propria candidatura in un Partito che ha fatto delle Primarie un mantra? Sa benissimo però che un conto è avanzare una ipotetica disponibilità individuale a candidarsi all’inizio di un percorso aperto e trasparente, all’interno di una riflessione politica di natura collegiale, un conto avanzarla a cosidetti “giochi fatti”.
Se poi le cose stanno come afferma il Segretario Provinciale pensa, perché si manifesta “dispiacere” e “rammarico” sulle modalità e sul mio andare via dal PD.

Dovreste essere contenti che un “personalista”, un bulimico di cariche, abbandoni il Partito.     Simili soggetti è bene che non facciano parte di un Partito “sano”, “democratico”, basato su “princìpi etici ineccepibili”, sulla “trasparenza”, “coinvolgimento” e “collegialità”.

Anzi, vi chiedo scusa per aver inquinato l’ambiente in questi lunghissimi anni, per aver sgomitato, avanzato pretese, assurde, aver tediato i “potenti” di turno per ottenere incarichi, magari retribuiti.
Scusate, se ho pensato di aver scelto di militare in un Partito che pensavo adatto, rispondente ai miei valori di un certo tipo, probabilmente ho sbagliato i miei calcoli.
 SCUSATE DI NUOVO".


                               Enio Mastrangioli
             Ex Capogruppo PD Provincia dell’Aquila


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