PRATOLA - "No allo smembramento del De Nino- Itis e alla formazione di un polo onnicomprensivo a Pratola Peligna". E' la posizione dei docenti del "Leonardo da Vinci" di Pratola, già accorpato con l' Itcg di Sulmona formando l'istituto d'istruzione superiore "De Nino", che in quaranta firmano una lettera inviata ai vertici della Provincia, in vista del Consiglio provinciale di venerdi 21 dicembre, quando si discuterà dell'approvazione del piano di dimensionamento scolastico. Anche il capogruppo del Psi al Comune di Sulmona, Luciano Marinucci, esprime contrarietà alla realizzazione di un istituto onnicomprensivo a Pratola, per il quale, con molta probabilità, il gruppo consiliare del Pd in Provincia, nel prossimo Consiglio provinciale presenterà un emendamento al riguardo, sulla scia dello scorporo dell’Itis dal futuro Polo tecnico Scientifico di Sulmona.
"La proposta presentata dalla Giunta Provinciale è stata formulata con la previsione, per il nostro territorio, della formazione di due poli di istruzione superiore, mantenendo l’accorpamento dell’Itis di Pratola Peligna al Liceo Scientifico di Sulmona così come deliberato già negli anni scorsi" ricorda Marinucci, sottolineando che la formazione di un polo onnicomprensivo a Pratola "rappresenterebbe la vanificazione di quelle ragioni di stabilità degli accorpamenti, di affinità dei corsi di studi ed equità dei percorsi formativi sottese alla delibera che sole possono dare nuovo lustro ai nostri istituti scolastici e rappresenterebbe un grave nocumento all’istruzione nel nostro territorio". I socialisti, insomma, confermano quanto deciso dal Consiglio comunale di Sulmona ad ottobre scorso (tre poli) sostenendo che si opporranno "con forza e determinazione a qualsiasi operazione volta ad impoverire sul piano occupazionale e formativo il nostro territorio".
Temono i professori pratolani che "il realizzarsi concreto dell'eventuale smembramento determinerebbe l’esclusione dell’ITIS “Leonardo da Vinci” dalla rete didattico - progettuale di cui oggi è elemento prezioso ed integrante, nel totale dispregio dello spirito che permea la riforma degli Istituti Tecnici, caratterizzati da un biennio comune che poi si snoda nei vari indirizzi ed articolazioni previsti dall’attuale normativa, e segnatamente dal D.P.R. 15 Marzo 2010 n.88". Per il Consiglio d'Istituto si parlerebbe di "depauperamento qualitativo dell’offerta formativa per gli studenti della Valle Peligna, già penalizzati per le loro prospettive occupazionali future dall’attuale assetto economico sociale". Una divisione che "non consentirebbe di certo l’auspicato rilancio degli Istituti Tecnici, tanto invocato da organizzazioni industriali, sindacali, culturali.
Inoltre l’impoverimento didattico-formativo cui l’Itis potrebbe essere esposto a seguito della sua esclusione dal polo tecnologico, determinerebbe nell’arco di qualche anno il suo inesorabile declino dovuto al decremento sia naturale, sia indotto della popolazione scolastica, con intuibile ricaduta negativa sul territorio".