attribuite dalla normativa ai Componenti l’Assemblea Civica". Rapone ha, dunque, scritto al Difensore Civico invitandolo ad attivare ogni utile iniziativa per la rimozione della “incredibile situazione che si è determinata, esclusivamente a tutela della legalità, della regolarità amministrativa e degli interessi dei cittadini”
“A distanza di circa 13 mesi” spiega Rapone al difensore Civico “nonostante le ripetute lettere, solleciti e diffide” “nulla è accaduto e nessun documento è stato consegnato. Perdura, la violazione dell’art. 43 D.Lgs. 267/2000 (Diritti dei Consiglieri) che mi impedisce di acquisire le notizie, pertinenti all’esercizio del mandato” continua Rapone “la sentenza della Suprema Corte di Cassazione sancisce: "il dovere di leale cooperazione della Pubblica Amministrazione..di porre in essere le condizioni perché venga concretamente esercitato (il diritto di acquisire notizie e documentazione da parte del Consigliere Comunale) senza incontrare ostacoli o atteggiamenti ostruzionistici … speciosi e pretestuosi … non può che risolversi in illegittima manifestazione dell’attività amministrativa …”. Il consigliere, chiede, quindi di “intervenire formalmente presso gli Enti preposti, al fine di mettere in campo tutte quelle iniziative atte a rimuovere gli ostacoli che si sono creati, ripristinando così il principio di legalità e trasparenza nell’azione amministrativa ergo di mettermi nella condizione di entrare in possesso della documentazione”. Conclude ribadendo che è “nell’esclusivo interesse dei cittadini”.