PESCARA - "Tony Bosco, Responsabile della sicurezza di Pescara Fortis, interviene in merito al drammatico incidente avvenuto nell'area di risulta pochi giorni fa, una vicenda che ha scosso profondamente l'intera comunità e che si carica di un dolore ancora più straziante, considerando che la vittima, la settantenne Maria Ferrandino, è morta proprio davanti agli occhi del figlio, dipendente proprio come l'autista coinvolto nell'incidente, all'interno della stessa azienda di trasporti.
Nel commentare la tragedia, Bosco pone l'accento in modo fermo ed inequivocabile sulla necessità di interventi strutturali e organizzativi radicali: l'esigenza di una riorganizzazione profonda della sicurezza all'interno del terminal bus non può più essere rimandata. Diventa di vitale importanza ripensare la gestione e la netta separazione dei flussi tra i mezzi in movimento e il transito pedonale, regolamentando gli spazi con standard di protezione molto più rigorosi per garantire l'incolumità di chiunque frequenti quotidianamente l'area di scambio.
«Siamo vicini con tutto il cuore alla famiglia della signora per questa perdita inaccettabile che ha colpito l'intera comunità, un dolore acuito dal fatto che si sia consumato nel luogo stesso in cui lavora anche il figlio», dichiara Bosco.
«Allo stesso tempo, però, non possiamo dimenticare il dramma lacerante e il senso di colpa paralizzante che sta vivendo l'autista coinvolto. È una tragedia che spezza la vita di chi ha perso una persona cara e, allo stesso modo, devasta l'esistenza di chi si ritrova suo malgrado al centro di una circostanza così crudele».
Il responsabile della sicurezza tiene inoltre a precisare qual è l'approccio del suo intervento: «Ci tengo a sottolineare che noi non stiamo puntando il dito contro nessuno e non siamo qui a cercare colpevoli in questa dolorosa vicenda, soprattutto perché non spetta a noi. Il nostro obiettivo è costruttivo: chiediamo con forza l'apertura immediata di tavoli di coordinamento istituzionale affinché si possa lavorare insieme per garantire maggiore sicurezza in un posto come il terminal, caratterizzato da un flusso costante e continuo di persone che ogni giorno rischiano la propria incolumità. Si parla tanto di fusione e di grande città, in questi giorni come non mai; bene: tra i tanti dubbi, iniziamo intanto a guardare a ciò che funziona, come per esempio il Terminal della Stazione Tiburtina di Roma dove c'è una corretta contingentazione dei mezzi e del flusso di persone che non vengono lasciate in condizioni precarie nemmeno in caso di maltempo e dove la partenza degli autobus, un po' come avviene per i treni alla stazione e' seguita da ausiliari deputati al controllo. Non è con questa tragedia che scopriamo che la situazione al terminal di Pescara non funziona, dunque è bene evitare altre tragedie».
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