PESCARA - "Tra il Presidente Marsilio e il Presidente del Consiglio regionale Sospiri la spunta il secondo, che piega la più grande riforma di fusione istituzionale in Italia - quella che avrebbe dovuto proiettare Pescara, Montesilvano e Spoltore verso una nuova dimensione amministrativa – ai propri percorsi e obiettivi politici.Ieri il Consiglio regionale ha vissuto una pessima giornata. Una seduta preceduta da scontri laceranti all'interno del centrodestra, che ha rinviato al 2027 il confronto sui rifiuti e ha sancito il trionfo di Sospiri sulla Nuova Pescara. Il presidente del Consiglio Regionale, infatti, avrà ora dinanzi tre possibili scenari elettorali: le elezioni politiche, la Presidenza della Regione e la candidatura a Sindaco della Nuova Pescara o della città di Pescara.
Insomma, vince Sospiri e perde Marsilio, che passa alla storia come il Presidente della Regione Abruzzo che non ha saputo utilizzare le prerogative che la legge n. 13/2023 gli riconosceva, compresa la possibilità di ricorrere al commissariamento per portare avanti il processo di fusione. Resta agli atti il suo fallimento: in dieci anni non è riuscito a realizzare la più importante riforma istituzionale per l'Abruzzo. In questo periodo si sono susseguite quattro scadenze, con altrettante proroghe, e l'ultima, fissata al 2029, allontana ulteriormente la nascita della nuova città.
Con una leggina approvata nottetempo, nella legge di stabilità 2021, è arrivato il primo rinvio, dal 2022 al 2023. Poi la proroga al 2024. Nel 2023, una nuova legge ha riscritto la precedente, fissando al 1 gennaio 2027 la data prevista per la fusione, nell'anno del centenario della Provincia e della città. Oggi si arriva al 2029. Quattro scadenze, un solo messaggio: ogni volta la scadenza si sposta, e la nuova città non nasce mai.
Uno spettacolo indecoroso, culminato con la cosiddetta "ghigliottina", che ha fatto decadere tutti gli emendamenti dell'opposizione, compresi quelli più significativi e riconosciuti validi da tutti: tra questi, la proposta di istituire la Fondazione Città nuova, pensata per dare anima, visione e programmi alla città nascente, sul modello della Fondazione per l'innovazione urbana di Bologna.
Ma non è stato questo l'ultimo colpo di scena. Dopo essersi sperticati in aula in annunci a favore della nascita della Nuova Pescara nel 2029, pochi minuti più tardi è arrivata una risoluzione che impegna il Presidente Marsilio ad avviare le procedure per un nuovo Referendum consultivo. Una risoluzione votata da Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega. Un teatrino imbarazzante che mortifica la volontà dei cittadini che hanno partecipato al referendum del 25 maggio 2014 e rischia di vanificare il lavoro di quanti, in questi anni, si sono impegnati per raggiungere questo obiettivo.
Vogliamo mettere in guardia i cittadini: si tratta di un'illusione. La consultazione proposta con la risoluzione non cancella il percorso istituzionale già compiuto. Serve, piuttosto, a misurare fino a che punto questo centrodestra sia disposto a raccontare ai cittadini una realtà diversa da quella giuridica e politica, alimentando aspettative che rischiano di rivelarsi infondate.
A chiarire la questione è la sentenza del TAR n. 288/2026, pronunciata in merito alle richieste di Referendum avanzate dai comuni di Montesilvano e Spoltore. Ecco l'estratto significativo: «Gli atti impugnati sono inficiati anche sotto il profilo dell'eccesso di potere per sviamento della causa tipica, in quanto lo strumento referendario si rivela inidoneo allo scopo ultimo che il Comune intende perseguire, ovvero l'interruzione del processo di fusione. Difatti la decisione di interpellare nuovamente la popolazione interessata alla fusione si rivela non funzionale all'obiettivo perseguito, tenuto conto che il consenso dell'intero corpo elettorale interessato è già venuto ad inserirsi, nel procedimento a conclusione del quale è stata approvata la legge regionale n. 13/2023. Eventuali esigenze di revisione del processo di fusione dettate da criticità e difficoltà organizzative di carattere generale .... non potranno che essere veicolate attraverso interventi normativi di modifica (ovvero di eventuale abrogazione) della L.R. n. 13/2023». Un passaggio talmente chiaro da non richiedere ulteriori commenti.
C'è poi un altro aspetto che merita di essere evidenziato: anche le modifiche introdotte per Nuova Pescara spostano l'effettiva realizzazione ben oltre il 2029. L'istituzione dell'Ufficio comune di Fusione (a guida regionale) prevede l'elaborazione di un Piano di fusione nel quale sarà definito un cronoprogramma vincolante per l'aggregazione delle funzioni, dei servizi e delle attività di competenza comunale. Le relative tempistiche potranno andare oltre il 2029, mentre i contratti stipulati dai Comuni fino a quella data continueranno a produrre i propri effetti.
In altre parole, anche qualora la nuova città dovesse formalmente nascere, le società in house potrebbero mantenere le attuali partecipazioni e i contratti in essere continuerebbero a produrre effetti. Il risultato sarebbe una fusione ancora incompleta sul piano organizzativo e gestionale.
Se, come sostenuto dalla stessa Regione Abruzzo, la scelta è quella di un modello graduale di fusione, pensato per accompagnare territori e cittadini verso la nuova realtà amministrativa, allora la città avrebbe potuto nascere già nel 2027, affiancando alla sua istituzione un Piano di fusione capace di garantire la progressiva armonizzazione dei sistemi, dei servizi e delle funzioni.
Che il rinvio fosse già deciso da tempo lo dimostra anche il fatto che da parte della Giunta Regionale sia mancata qualsiasi ipotesi di revisione degli ambiti sociali per favorire l'integrazione tra i Comuni. Oggi Pescara e Montesilvano fanno capo ciascuna al proprio Ecad, mentre Spoltore è capofila di un altro ambito che comprende altri comuni.
Con un emendamento a una legge che nulla aveva a che fare con Nuova Pescara - quella sulla leale collaborazione - la destra ha assestato un colpo decisivo al processo di fusione. E con la risoluzione approvata al termine della seduta consiliare ha definitivamente tolto la maschera, mostrando le proprie reali intenzioni".
Il Vicepresidente del Consiglio Regionale
Antonio Blasioli
Il consigliere regionale
Silvio Paolucci
I consiglieri del Gruppo Pd al Comune di Pescara
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