Attraverso una lente multidisciplinare che avviluppa etnomusicologia, antropologia, economia politica e analisi analitico-musicale, l'opera si smarca dai principi interpretativi eurocentrici. Il testo affronta lo studio dei parametri strutturali della musica afroamericana – quali poliritmie, microtonalità e timbri inusuali – restituendo una chiave di lettura radicata nelle specifiche contingenze storiche e sociali dell'evoluzione del genere.
«Indagare ciò che è rimasto "fuori registro" significa restituire complessità a una forma d'arte troppe volte semplificata da aneddoti e mitologizzazioni», evidenzia l'autore.
Marco Di Battista è pianista jazz, compositore e docente di cattedra presso il Conservatorio "L. D'Annunzio" di Pescara. Diplomato in jazz e popular music, ha svolto un'intensa attività didattica in diversi conservatori italiani (tra cui l'A. Casella de L'Aquila, il G.B. Pergolesi di Fermo e il N. Rota di Monopoli) e tiene regolarmente seminari e masterclass. Nel 2000 ha fondato ed è tuttora direttore della testata di informazione e critica musicale Jazz Convention (www.jazzconvention.net).
Affianca a un'ampia discografia da leader e sideman (tra i suoi lavori più recenti "Clash With the Three Of Me" e "Yehà") e a un'intensa attività concertistica internazionale, la pubblicazione di volumi dedicati alla teoria e alla storia della musica, tra i quali la trilogia "Improvvisazione Jazz Consapevole", il saggio "Lennie Tristano C-Minor Complex" e "Soundtrack: Storia critica della popular music".
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