CHIETI - "Si è tenuta oggi presso il carcere chietino la prevista ispezione sindacale da parte del Cnpp-spp.A capo della delegazione il segretario nazionale Mauro Nardella accompagnato dal dirigente locale Vincenza Iones.La visita tenuta a completamento di un tour tenutosi sull'intero territorio regionale ha permesso di meglio inquadrare la situazione del penitenziario teatino soprattutto dal punto di vista delle condizioni in cui operano i poliziotti penitenziari.
I due sindacalisti hanno riscontrato una realtà in salsa agrodolce.D'altronde stiamo parlando di un carcere all'interno del quale non è così difficile rinvenire condizioni di lavoro non proprio ideali soprattutto quando a rendere difficile il tutto è un sovraffollamento carcerario che a Chieti raggiunge percentuali poco invidiabili.
A fronte di posti regolamentari nel Penitenziario di Via Madonna del freddo pari a 79 di detenuti presenti ne abbiamo "contati" 147. Di questi 38 donne e 23 stranieri. Insomma, stiamo parlando di +200%.
Una popolazione detenuta che comunque si mantiene, almeno per ciò che attiene la produzione di eventi critici, relativamente tranquilla.
L'istituto si presenta con gli stessi problemi strutturali riscontrati in diversi altri carceri quali Pescara e Vasto.
La vetustà degli stessi non aiuta così come non aiuta la scarsa propensione da parte del Governo centrale a investire sulla manutenzione.
Eppure si parla tanto, direi troppo, di un investimento di 900 milioni sull'intero territorio per realizzare 10.000 posti in più perorato dai vertici del Ministero ( l'ultimo nell'intervista rilasciata dal vice ministro Sisto nella trasmissione di domenica scorsa condotta dal giornalista Iacona) ma quando si vanno poi a verificare le strutture, come nel caso di oggi, ci si ritrova in una situazione legata alla sicurezza e alla salubrità con pochi investimenti fatti.
Il personale di Polizia Penitenziaria reagisce comunque bene.
Il numero di eventi critici, inferiore alla media regionale, si lega anche alla capacità del direttore, del comandante e degli agenti di stanza a Chieti di tener lontani i fatti gravi che invece, con le dovute eccezioni, abbiamo ritrovato altrove.
Questo non significa che va tutto bene.
I problemi esistono, vanno affrontati e risolti.
Anche a Chieti il personale soprattutto maschile manca. A ciò si aggiungerà il fatto che altri 7 che nel 2027 andranno in pensione.
Il problema dell'organico c'è quindi ed è relegato soprattutto al ruolo maschile.
Il problema di Chieti si incastona perfettamente in quello regionale.
1029 sono gli agenti uomini previsti nelle due regioni, 840 attualmente quelli presenti con quindi -189 di carenza nel ruolo pari a -15% ( in media con il dato nazionale).
Nessun incremento c'è stato per la casa circondariale visitata oggi.
L' 8.3% della dotazione organica femminile interregionale ( dato più alto in Italia) è previsto andare in pensione entro il 2026 mentre la percentuale di uomini si aggira attorno al 3,4%.
Dal punto di vista della componente detenuta non va meglio.
2310 detenuti presenti nel Prap su 1821 posti regolamentari.
97 sono le donne e 463 gli stranieri.
60 i detenuti in semilibertà di cui 50 italiani e 10 stranieri.
Dati contrastanti che non fanno bene al mondo penitenziario né tantomeno al carcere di Chieti".
Il segretario nazionale Mauro Nardella
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