Elio, 34 anni, è entrato in Poste nel 2019 con un contratto a tempo determinato come portalettere ad Avezzano. Per lui il tempo indeterminato è arrivato a Varese, dove è rimasto due anni e mezzo, prima di rientrare in Abruzzo, ancora ad Avezzano. Da maggio 2025, grazie alla mobilità volontaria provinciale, è in servizio al centro di distribuzione di Sulmona, che ha competenza per 35 comuni del territorio.
Ma Campo di Giove per Elio rappresenta qualcosa di più: "Per me che sono di Campo di Giove lavorare nel mio paese è una fortuna e un onore. Ricordo ancora lo stupore dei miei compaesani nel vedermi la prima volta con la divisa da portalettere. Conosco questo territorio come le mie tasche e questo mi consente di raggiungere tutti i destinatari, anche quando magari l'indirizzo non è corretto oppure incompleto".
Il portalettere, che da quando è rientrato è molto attivo anche con la Pro Loco, si concentra sui nuovi destinatari delle sue consegne: "Sono proprietari di seconde case che si trasferiscono qui per un periodo più o meno lungo: pensionati ma anche famiglie con bambini e chi ha la possibilità di lavorare in smart working: napoletani, romani ma anche pescaresi, che seguono il ritiro del Pescara a Campo di Giove".
Rosangela Petti, 40 anni, è originaria di Nocera Inferiore, ma da tanti anni vive a Castel di Sangro. È laureata in economia aziendale ed è stata assunta in Poste a ottobre 2024. A Campo di Giove è arrivata dopo due mesi, come direttore monoperatore, ruolo assai comune nelle piccole realtà, in cui la figura del direttore coincide con quella dell'operatore. Anche lei, come Elio, conferma il trend in crescita per il suo lavoro: "Il numero delle operazioni giornaliere – dichiara – è fortemente aumentato rispetto agli altri periodi dell'anno. I servizi richiesti sono i più svariati, da quelli finanziari a quelli postali, con molti villeggianti che vengono in ufficio per spedire pacchi con prodotti tipici, soprattutto caseari".
La direttrice racconta il suo inizio. "A Campo di Giove non ero mai stata. Quando mi hanno proposto questo ufficio ho pensato alle difficoltà che avrei potuto incontrare d'inverno, non avendo mai guidato sulla neve. Ricordo il mio primo giorno tra Natale e Capodanno. Ad attendermi c'era oltre un metro e mezzo di neve".
Rosangela conserva ancora quella foto sul suo telefono: "L'ingresso dell'ufficio postale però era libero grazie all'intervento dell'amministrazione comunale che in questi anni mi è stata sempre vicina, così come tutti i campogiovesi che mi hanno accolta fin da subito e con i quali in poco tempo si è creato un rapporto di fiducia reciproca, che spesso va anche oltre l'aspetto lavorativo".
Come il mese scorso, quando dopo il lavoro è andata a casa di una signora che le aveva chiesto una mano per collegare il modem e le ha fatto trovare il pranzo pronto. Oppure a marzo, sempre di quest'anno, quando a seguito di un'altra copiosa nevicata la titolare di un'attività le ha messo a disposizione casa gratuitamente per una settimana, per consentirle di aprire l'ufficio postale ed evitandole di percorrere strade impraticabili.
E in più di un'occasione le è capitato anche di sventare truffe ai danni di ignari cittadini: "Nell'ultimo periodo – prosegue la direttrice – è successo almeno due volte. Delle persone sono venute in sede mostrandomi un sms sospetto da parte di truffatori che si spacciavano per Poste. Ovviamente metto sempre in guardia tutti e invito a prestare sempre la massima attenzione".
A Campo di Giove l'ufficio postale è un punto di riferimento per i vacanzieri ma anche e soprattutto per i residenti. "Molti turisti stanno apprezzando la colonnina di ricarica per i veicoli elettrici, che si trova in piazza Germano del Mastro, installata da noi in sinergia con il comune nell'ambito del progetto Polis, dedicato ai piccoli comuni. Ma è molto utilizzato anche il Postamat, che è rimasto l'unico punto per prelevare contanti in paese dopo la chiusura dello sportello bancario. E – conclude Rosangela – sono già diversi i clienti che prima avevano il conto corrente in banca e sono venuti ad aprirlo qui da noi".




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