PESCARA - "Liti tra detenuti, presunte aggressioni, minacce ed episodi di autolesionismo. Agenti e sottufficiali prolungano il turno per garantire sicurezza e assistenza nei reparti.Sono stati quattro giorni segnati da aggressioni, danneggiamenti, minacce e continui interventi nei reparti quelli che da sabato a martedì scorsi hanno tenuto impegnato il personale di Polizia penitenziaria chiamato a gestire una serie ravvicinata di criticità all'interno dell'istituto di pena di Pescara, con agenti e sottufficiali che, secondo quanto riferito, hanno lavorato ininterrottamente per oltre dodici ore, rinunciando al termine del turno pur di non lasciare soli i colleghi impegnati nelle operazioni.La fase più complessa è iniziata sabato nella Prima Circondariale dove una violenta lite tra detenuti ha richiesto l'intervento immediato degli agenti e dell’ispettore coordinatore del reparto per impedire un contatto fisico tra detenuti. Il personale ha dovuto contenere e separare più persone per scongiurare il pericolo. Per evitare nuovi contatti e rispettare i divieti di incontro già esistenti tra alcuni detenuti, gli operatori hanno dovuto trovare una nuova allocazione ai detenuti per tutelare la loro incolumità.
La tensione è proseguita domenica, quando un altro detenuto questa volta è stato violentemente aggredito. Lo stesso è stato accompagnato immediatamente in infermeria per essere sottoposto alle cure del caso.
Lunedì, invece, un detenuto sottoposto a regime di sorveglianza particolare ( ex art. 14 bis L.354/1975) ha danneggiato la propria camera chiedendo di ottenere un televisore che, in base al provvedimento applicato nei suoi confronti, non poteva avere.
Nuove criticità si sono registrate martedì. Un altro detenuto sottoposto al regime previsto dall'articolo 14-bis ha danneggiato il bagno nei pressi della camera di sicurezza e minacciato ulteriori devastazioni per ottenere quanto richiesto.
Nella stessa giornata un recluso si è autolesionato chiedendo una camera singola, mentre un altro, in relazione a un'istruttoria per una misura alternativa, avrebbe minacciato di aggredire il personale.
In questo quadro emerge soprattutto il lavoro svolto dal personale di Polizia penitenziaria. Agenti e sottufficiali hanno continuato a operare oltre l'orario ordinario, alcuni per più di dodici ore consecutive, intervenendo nelle liti, separando i detenuti, accompagnando i feriti in infermeria, effettuando controlli e garantendo le movimentazioni necessarie. Una presenza senza interruzioni che ha consentito di gestire una sequenza di situazioni potenzialmente più gravi senza lasciare scoperti i reparti. Una successione di episodi concentrata in pochi giorni, in un quadro reso ancora più complesso dal sovraffollamento ( stiamo a 150 detenuti in più circa rispetto alla capienza regolamentare), dai numerosi divieti di incontro tra detenuti e dai mancati trasferimenti di soggetti per i quali l’istituto avrebbe già avanzato ripetute richieste di assegnazione ad altre strutture.
Il dato che resta, al di là delle valutazioni ufficiali, è quello di un istituto costretto a fronteggiare in pochi giorni aggressioni, danneggiamenti, autolesionismo, minacce, incompatibilità tra detenuti e richieste di trasferimento rimaste senza esito. Un quadro che appare difficile conciliare con l’idea di una situazione in miglioramento. Se gli agenti sono chiamati a reggere turni prolungati, a gestire emergenze continue e a compensare quotidianamente criticità strutturali e organizzative, la questione non può essere ridotta ai singoli episodi. Diventa inevitabile interrogarsi su come l’istituto possa essere gestito, su quali misure andrebbero seriamente adottate per prevenire il deterioramento del clima interno e su quanto la gestione attuale sia realmente in grado di restituire sicurezza, ordine e condizioni di lavoro sostenibili. Perché, quando le emergenze smettono di essere eccezioni e diventano una sequenza, il problema non è più soltanto ciò che accade nelle sezioni, ma anche il sistema chiamato a impedirlo.
Il Cnpp-SPP chiederà che venga effettuata un’ulteriore ispezione. Il tutto anche alla luce del dossier inviato al Ministro Nordio nelle scorse settimane dallo scrivente e del quale si attende di capire quali determinazioni saranno assunte.
Nelle more non ci resta che attivare lo stato di agitazione di tutto il personale iscritto significando che qualora non arrivino urgenti progettualità in ordine al ripristino delle condizioni di vivibilità si attiveranno ulteriori e più ficcanti manifestazioni di protesta".
Il Segretario Nazionale Cnpp-Spp
Mauro Nardella
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