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giovedì 16 luglio 2026

SULMONA: "C'E' CHI AMMINISTRA PROGRAMMANDO"

SULMONA - "C'è chi amministra programmando. E poi c'è il sindaco e la maggioranza di Sulmona, che sembrano, aver trasformato il rinvio in un metodo di governo. Sui rifiuti, per esempio, assistiamo a un copione già visto: si lascia trascorrere il tempo, si evita il confronto, si rincorrono le scadenze e, puntualmente, si presenta il conto. Il problema è che a pagarlo non saranno gli amministratori, ma i cittadini. È passato più di un anno da quando il Consiglio comunale, a maggioranza, aveva dato il via alle attività propedeutiche alla nuova gara d'appalto per il servizio rifiuti. Da allora il tempo è trascorso inesorabilmente. Gli atti, molto meno. La domanda è semplice: cosa ha fatto l'Amministrazione Tirabassi in questi oltre dodici mesi? Perché ai cittadini, al momento, è dato sapere soltanto che dicembre è sempre più vicino, la proroga a Cogesa sta per scadere e della gara non c'è ancora traccia. Il sospetto è che si stia costruendo, giorno dopo giorno, l'alibi perfetto: non decidere oggi, per poter dire domani che l'urgenza imponeva una sola strada. È una tecnica nota: trasformare l'inerzia in necessità. Se il vero obiettivo è accompagnare il servizio verso un affidamento in house attraverso Agir e una federazione di società pubbliche, lo si dica con chiarezza. Le scelte politiche si possono condividere oppure contestare, ma non si possono nascondere dietro l'alibi dell'ultimo minuto. Come se non bastasse, mentre il Comune resta immobile, arriva anche il conto: 700 mila euro richiesti da Cogesa attraverso un decreto ingiuntivo. Una cifra che pesa come un macigno e che impone un'altra domanda: anche questo è  il risultato della programmazione del sindaco e della sua maggioranza, oppure ci si è accorti del problema soltanto quando il conto è arrivato? Come consiglieri di opposizione chiediamo quindi al sindaco e alla giunta di smettere di nascondersi dietro il silenzio e di rispondere con chiarezza a domande che non possono più essere rinviate: perché, dopo oltre un anno, la gara non è stata ancora bandita? A che punto è realmente il procedimento deliberato dal Consiglio comunale? L'Amministrazione intende procedere con la gara oppure ha deciso un affidamento in house? Ci sono state interlocuzioni con la società partecipata e/o si sono messe in campo  azioni strutturali per raggiungere un accordo transattivo che avrebbe fatto risparmiare soldi all'ente? Come intende ora affrontare il decreto ingiuntivo da 700 mila euro e quali saranno le conseguenze per il bilancio comunale? Amministrare significa assumersi la responsabilità delle scelte. Rinviare, aspettare che siano le scadenze a decidere e poi presentare come inevitabile ciò che era perfettamente prevedibile non è una strategia politica. È il modo più semplice per scaricare sui cittadini il costo dell'assenza di programmazione. E Sulmona non può più permetterselo".


L’opposizione di palazzo San Francesco
 

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