AVEZZANO - "Il Fucino è a secco, i canali si svuotano, migliaia di pesci muoiono e gli agricoltori sono costretti a subire ulteriori restrizioni sull'irrigazione. È l'immagine plastica del totale fallimento di una politica regionale che in questi anni ha annunciato investimenti, programmazione e interventi strutturali, ma che oggi consegna al territorio soltanto un'emergenza sempre più grave. Ancora più grave, però. è che il sindaco di Avezzano sia stato appoggiato da parte di queste componenti politiche in occasione delle ultime elezioni cittadine".Così Roberto Verdecchia, Consigliere comunale di Avezzano in quota Patto per Avezzano, interviene sulla crisi idrica che sta interessando il Fucino, aggravata dall'anticipazione del fermo irriguo e dalla drammatica moria di pesci registrata nei canali.
"Quando si arriva a chiedere sacrifici sempre maggiori agli agricoltori significa che chi aveva il dovere di pianificare non lo ha fatto. Non si può governare un comparto strategico come quello agricolo rincorrendo continuamente le emergenze. La destra che guida la Regione Abruzzo aveva promesso una gestione moderna delle risorse idriche, la messa in sicurezza delle infrastrutture e una programmazione capace di prevenire le crisi”.
“Oggi, invece, ci troviamo davanti all'ennesima dimostrazione di quanto quelle promesse siano rimaste soltanto slogan. Il tutto, purtroppo, con la complicità del primo cittadino di Avezzano, ossia il centro più importante della Marsica, che, invece di battere i pugni sui tavoli che contano e chiedere sostegno immediato e incondizionato, continua a trincerarsi dietro un assurdo silenzio".
Per Verdecchia, la situazione non rappresenta soltanto una crisi agricola, ma anche una pesante sconfitta ambientale.
"La moria di pesci e il progressivo impoverimento dell'ecosistema dei canali fucensi non possono essere liquidati come semplici conseguenze della siccità. La siccità era prevedibile, così come era prevedibile la necessità di predisporre strumenti e interventi adeguati. Chi governa ha il dovere di programmare, non di limitarsi a gestire le conseguenze quando ormai i danni sono fatti".
Il Consigliere comunale punta il dito contro quella che definisce una distanza sempre più evidente tra propaganda e realtà.
"La narrazione della Regione continua a raccontare un Abruzzo efficiente e capace di affrontare ogni sfida. La realtà racconta invece un territorio lasciato solo, con agricoltori chiamati ancora una volta a farsi carico dei sacrifici, mentre le istituzioni che avrebbero dovuto prevenire questa situazione cercano oggi di rincorrere l'emergenza. È un copione che si ripete troppo spesso: grandi annunci, promesse solenni e, al momento della prova dei fatti, risultati insufficienti".
"Il Fucino", conclude Verdecchia, "non ha bisogno di conferenze stampa o di dichiarazioni rassicuranti. Ha bisogno di una Regione che torni a fare ciò per cui è stata eletta: programmare, investire e assumersi le proprie responsabilità. Perché il prezzo dell'inerzia politica lo stanno pagando l'agricoltura, l'ambiente e un'intera comunità che merita risposte concrete, non l'ennesimo elenco di promesse non mantenute".
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