PESCARA - "Dal rapporto Io sono cultura 2026 il quadro della filiera culturale e creativa in Abruzzo. Nel 2025 il Core cultura regionale abruzzese, che comprende le attività direttamente riconducibili alla produzione di beni e servizi culturali e creativi, genera 749 milioni di euro di valore aggiunto, con un ecosistema culturale e creativo articolato e diffuso.In termini di incidenza del valore aggiunto del Sistema Produttivo Culturale e Creativo sul totale dell'economia regionale, l'Abruzzo si colloca al dodicesimo posto nella graduatoria nazionale (tredicesimo per incidenza degli occupati). Nel contesto del Mezzogiorno, la regione occupa invece la seconda posizione in entrambi gli indicatori, preceduta unicamente dalla Campania
Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola, da anni residente in Abruzzo: “Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo in Abruzzo è in crescita. Questo è un bene perché Cultura e creatività, generano valore non solo all’interno dei rispettivi settori, ma producono effetti positivi sull’intera economia e sulla società. Non è un caso, dunque, che L’Aquila sia stata designata Capitale italiana della Cultura 2026. Questo riconoscimento è il risultato di una presenza diffusa, in tutta la regione, di istituzioni culturali, imprese creative, professionisti, associazioni, eventi e progettualità di qualità"
Nel complesso, il Sistema Produttivo Culturale e Creativo rappresenta per l'Abruzzo non soltanto un settore economico in crescita, ma una leva strategica di sviluppo. Architettura e design ed Editoria e stampa rappresentano i due pilastri del Core Cultura abruzzese: configurazione che distingue l'Abruzzo nel confronto nazionale
Pescara rappresenta il principale polo del Core Cultura, con 230 milioni di euro di valore aggiunto e 3.786 occupati e si colloca nella fascia alta della graduatoria nazionale. Occupa il sesto posto tra le province italiane per quota di valore aggiunto prodotto nel comparto della Comunicazione e il settimo posto nel comparto Architettura e design
Le province dell'Aquila e di Teramo presentano un'incidenza del Core Cultura in linea con la media regionale. L'Aquila evidenzia il peso più elevato delle Performing Arts, delle arti visive e del Patrimonio storico-artistico. La designazione di Capitale italiana della Cultura 2026 rappresenta un'opportunità non soltanto per il capoluogo, ma per l'intero Sistema Produttivo Culturale e Creativo dell'Abruzzo
Nella provincia di Teramo acquista molto peso il comparto Software e videogiochi (23,2% del valore aggiunto), configurandosi come il principale polo regionale delle industrie creative digitali
Chieti, pur registrando valori assoluti del Core Cultura analoghi a quelli delle altre province, registra un'incidenza inferiore sul totale dell'economia provinciale. Si distingue invece per la forte incidenza di Architettura e Design, che supera il 31% del valore aggiunto del Core provinciale
Tra il 2021 e il 2025 in Abruzzo gli occupati del Core Cultura aumentano del +8,5%, mentre tra il 2024 e il 2025 la crescita raggiunge il +2,5%, valore superiore alla media nazionale (+2,1%) con l'incremento più sostenuto nella provincia di Chieti (+9,8% nel quinquennio)
L'indagine, giunta alla sua sedicesima edizione e presentata all'Università Mercatorum oggi (giovedì 16 luglio) a Roma, è realizzata da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Deloitte
L’Italia della bellezza e della qualità sfida la crisi: questo il sottotitolo di Io sono cultura 2026. Il rapporto, giunto alla sua sedicesima edizione e presentato all'Università Mercatorum oggi (giovedì 16 luglio) a Roma, è realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Deloitte. E oltre all’analisi nazionale traccia anche il quadro della filiera culturale e creativa in Abruzzo: “una regione che negli ultimi anni ha consolidato il proprio Sistema Produttivo Culturale e Creativo, sviluppando un modello originale fondato sulla complementarità tra le attività culturali e creative tradizionali e quelle a maggiore contenuto innovativo” come si legge appunto nel rapporto.
L’indagine nazionale e i parametri di riferimento
A livello nazionale, negli ultimi anni, il Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC) ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle strategie di sviluppo economico, sociale e territoriale. Secondo il rapporto, nel 2025, ha prodotto 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,7% del valore aggiunto nazionale, con circa 1,54 milioni di occupati. Il risultato deriva dal contributo di due componenti complementari. La prima è il Core Cultura, che comprende le attività direttamente riconducibili alla produzione di beni e servizi culturali e creativi – Architettura e design, Comunicazione, Audiovisivo e musica, Software e videogiochi, Editoria e stampa, Performing arts e arti visive e Patrimonio storico-artistico – e che nel 2025 genera 66,8 miliardi di euro di valore aggiunto e oltre 915 mila occupati. La seconda componente è costituita dagli Embedded Creatives, ossia dalle professionalità creative impiegate all'interno di imprese appartenenti ad altri comparti economici. Designer, architetti, comunicatori, sviluppatori software e altri professionisti della creatività contribuiscono infatti all'innovazione di prodotti, processi e servizi nei settori della manifattura, del commercio, del turismo e delle attività professionali; da questa componente deviano 48,9 milioni di euro e 624 mila occupati.
Ma l’impatto economico della filiera culturale e creativa non si esaurisce in questi numeri: ogni euro di valore aggiunto prodotto dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo attiva 1,7 euro nel resto dell'economia, generando complessivamente oltre 310 miliardi di euro di valore aggiunto. La cultura si conferma così non soltanto un settore economico, ma una leva strategica di sviluppo, capace di rafforzare la competitività dei territori e di favorire processi di innovazione diffusi.
I dati sull’Abruzzo
“L'Abruzzo - si legge nel rapporto - è una regione che negli ultimi anni ha consolidato il proprio Sistema Produttivo Culturale e Creativo, sviluppando un modello originale fondato sulla complementarità tra le attività culturali e creative tradizionali e quelle a maggiore contenuto innovativo”. Pur non disponendo della massa critica delle principali regioni italiane, l'Abruzzo presenta una configurazione del sistema culturale e creativo che si distingue dal quadro nazionale e un'articolazione territoriale particolarmente equilibrata, nella quale ciascuna provincia contribuisce allo sviluppo regionale attraverso una propria vocazione produttiva.
Nel 2025 il Core Cultura regionale, che comprende le attività direttamente riconducibili alla produzione di beni e servizi culturali e creativi, genera 749 milioni di euro di valore aggiunto, pari al 53,7% del valore aggiunto complessivo del Sistema Produttivo Culturale e Creativo dell'Abruzzo. Questa componente rappresenta quindi oltre la metà dell'intera economia culturale regionale e incide per circa il 2,0% sul totale del valore aggiunto prodotto.
Dal punto di vista occupazionale, il Core Cultura concentra una quota rilevante delle professioni culturali e creative, impiegando architetti, designer, comunicatori, professionisti dell'editoria, operatori dello spettacolo, sviluppatori software e specialisti della valorizzazione del patrimonio culturale. Gli stessi, pari a 12.325, rappresentano il 2,2% degli occupati regionali.
A differenza di quanto avviene in molte regioni italiane, dove le attività culturali tendono a concentrarsi nel principale centro urbano, in Abruzzo le diverse componenti del SPCC costituiscono un ecosistema culturale e creativo articolato e diffuso.
Dichiarazione di Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola, da anni residente in Abruzzo
“Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo in Abruzzo è in crescita. Questo è un bene perché Cultura e creatività, generano valore non solo all’interno dei rispettivi settori, ma producono effetti positivi sull’intera economia e sulla società. Alimentano l’innovazione, rafforzano l’attrattività dei territori, favoriscono la coesione sociale, migliorano la qualità della vita e accrescono la competitività delle imprese. Non è un caso, dunque, che L’Aquila sia stata designata Capitale italiana della Cultura 2026. Questo riconoscimento è il risultato di una presenza diffusa, in tutta la regione, di istituzioni culturali, imprese creative, professionisti, associazioni, eventi e progettualità di qualità. Una ricchezza che esiste e produce valore, ma che non si riconosce ancora pienamente come un sistema. La sfida è quindi costruire una maggiore consapevolezza, rafforzare le connessioni tra i diversi attori e trasformare questa pluralità di esperienze in un ecosistema capace di esprimere tutto il proprio potenziale. Allo stesso tempo occorre rafforzare il rapporto tra il Sistema Produttivo Culturale e Creativo e il resto dell’economia regionale, a partire dalla manifattura. Le esperienze di Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto dimostrano che quando cultura, creatività e produzione dialogano, crescono innovazione, valore aggiunto e competitività. È questa, del resto, una delle caratteristiche distintive del Made in Italy, la capacità di trasformare cultura, bellezza e creatività in prodotti, servizi e imprese che piacciono al mondo”.
I dati per provincia
Pescara rappresenta il principale polo del Core Cultura, con 230 milioni di euro di valore aggiunto e 3.786 occupati, pari rispettivamente al 2,6% del valore aggiunto e al 2,9% dell'occupazione provinciale. Questi valori collocano la provincia nella fascia alta della graduatoria nazionale per incidenza del Core Cultura (25ª posizione per valore aggiunto e 29ª per occupazione), grazie ad una forte concentrazione di attività nei comparti dell'Architettura e design, Editoria e stampa e Comunicazione.
Le province dell'Aquila e di Teramo presentano un'incidenza del Core Cultura in linea con la media regionale e pari al 2,0%, evidenziando un sistema culturale ben radicato nel tessuto economico locale. In particolare, L'Aquila si contraddistingue per il peso delle attività legate al patrimonio culturale e allo spettacolo dal vivo, mentre nella provincia di Teramo risulta particolarmente rilevante la ricchezza prodotta delle attività culturali e creative legate al digitale.
Chieti, pur registrando valori assoluti del Core Cultura analoghi a quelli delle altre province, registra un'incidenza inferiore sul totale dell'economia provinciale (1,5% del valore aggiunto e 1,7% dell'occupazione). Tale risultato riflette la diversa struttura produttiva del territorio, nella quale gli Embedded Creatives assumono un ruolo particolarmente rilevante all’interno del Sistema Produttivo Culturale e Creativo.
L’andamento del Core Cultura abruzzese
L’andamento del Core Cultura evidenzia una crescita diffusa in tutte le province abruzzesi, a conferma della capacità delle industrie culturali e creative di consolidare il recupero successivo alla pandemia.
Tra il 2021 e il 2025 il valore aggiunto regionale cresce del +31,9%, un ritmo superiore alla media nazionale (27,7%), mentre nell'ultimo anno l'incremento si attesta al +4,9%, anch'esso superiore al dato italiano (+3,2%).
La crescita interessa l'intero territorio regionale, pur con intensità differenti. L'Aquila registra l'incremento più elevato nel quinquennio (+36,9%), confermando gli effetti positivi dei processi di ricostruzione e degli investimenti nella valorizzazione del patrimonio culturale. Seguono Teramo (+33,1%) e Chieti (+32,9%), mentre Pescara, pur mantenendo il ruolo di principale polo del Core Cultura, registra una crescita relativamente più contenuta (+26,8%), coerente con un sistema produttivo già ampiamente consolidato.
Anche sotto il profilo occupazionale emergono segnali positivi. Tra il 2021 e il 2025 gli occupati del Core Cultura aumentano del +8,5%, mentre tra il 2024 e il 2025 la crescita raggiunge il +2,5%, valore superiore alla media nazionale (+2,1%). L'incremento più sostenuto si registra nella provincia di Chieti (+9,8% nel quinquennio), seguita da L'Aquila (+9,0%).
I domini del Core Cultura
L'analisi dei domini evidenzia una struttura produttiva articolata, nella quale convivono comparti storicamente consolidati e attività ad elevato contenuto creativo e tecnologico. Architettura e design ed Editoria e stampa rappresentano i due pilastri del Core Cultura abruzzese, generando complessivamente oltre la metà del valore aggiunto e dell'occupazione del comparto. Questa configurazione distingue l'Abruzzo nel confronto nazionale e riflette la presenza di competenze consolidate nella progettazione, nelle professioni tecniche e nella produzione editoriale.
Distribuzione del valore aggiunto e occupati dei domini del Core Cultura in Abruzzo
Il comparto Architettura e design costituisce il principale dominio del Core Cultura regionale con 207 milioni di euro di valore aggiunto e 2.972 occupati, pari rispettivamente al 27,6% del valore aggiunto e al 24,1% dell'occupazione del Core. La rilevanza del comparto trova conferma anche nel confronto nazionale, dove l'Abruzzo presenta una quota di valore aggiunto superiore alla media italiana (16,8%), evidenziando una marcata specializzazione nei servizi di progettazione.
L'Editoria e stampa si conferma il secondo dominio per dimensione economica (178,5 milioni di euro) e il primo per occupazione (3.205 addetti). Il comparto rappresenta il 23,8% del valore aggiunto e il 26,0% degli occupati del Core regionale, contro quote nazionali rispettivamente del 17,3% e del 21,0%.
Anche il più innovativo tra i comparti del Core Cultura, ossia Software e videogiochi, registra numeri importanti con oltre 103 milioni di euro di valore aggiunto, il 13,8% del valore aggiunto; quota pressoché analoga a quella osservata sul fronte occupazionale (1.664 addetti, il 13,5%).
Il peso dei singoli centri
Pescara registra un peso significativo nella Comunicazione (15,1% del valore aggiunto e 20,2% degli occupati) e nell'Audiovisivo e musica (12,3%), rafforzando il proprio ruolo di principale polo regionale dei servizi creativi. Pescara occupa il 6° posto tra le province italiane per quota di valore aggiunto prodotto nel comparto della Comunicazione e il 7° posto nel comparto Architettura e design.
Chieti si distingue invece per la forte incidenza di Architettura e Design, che supera il 31% del valore aggiunto del Core provinciale, mentre nella provincia di Teramo acquista molto peso il comparto Software e videogiochi (23,2% del valore aggiunto), configurandosi come il principale polo regionale delle industrie creative digitali.
L'Aquila, infine, evidenzia il peso più elevato delle Performing Arts, delle arti visive e del Patrimonio storico-artistico, confermando una vocazione strettamente connessa alla valorizzazione del patrimonio culturale e alle attività artistiche. Le dinamiche osservate assumono un significato ancora più rilevante alla luce della designazione dell'Aquila a Capitale italiana della Cultura 2026. Questo riconoscimento rappresenta un'importante occasione per consolidare gli investimenti nel patrimonio culturale, nelle industrie creative e nello spettacolo dal vivo, rafforzando il ruolo della cultura come motore di sviluppo economico e di coesione territoriale.
Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo nel suo complesso
Se accanto al Core Cultura consideriamo anche i dati degli Embedded Creatives, ossia l'insieme delle professioni creative impiegate all'interno di imprese appartenenti ad altri settori economici - dalla manifattura ai servizi, dal commercio al turismo - possiamo vedere come il Sistema Produttivo Culturale e Creativo regionale nel 2025 generi 1.394 milioni di euro di valore aggiunto (il 3,7% del totale regionale), confermando una crescita significativa nel quinquennio 2021-2025 (+28,9%).
Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo costituisce anche un importante bacino occupazionale. A livello regionale, il settore impiega circa 23.000 occupati, pari al 4,2% dell'occupazione regionale. Nel periodo 2021-2025 gli occupati della filiera sono aumentati del +7,9% dal 2021 e del +2,0% dal 2024.
In termini di incidenza del valore aggiunto del Sistema Produttivo Culturale e Creativo sul totale dell'economia regionale, l'Abruzzo si colloca al 12° posto nella graduatoria nazionale (13° per incidenza degli occupati). Nel contesto del Mezzogiorno, la regione occupa invece la seconda posizione in entrambi gli indicatori, preceduta unicamente dalla Campania, che registra un'incidenza del 4,6% sul valore aggiunto e del 4,3% sull'occupazione.
A livello provinciale, Pescara presenta la maggiore incidenza del Sistema Produttivo Culturale e Creativo sull'economia regionale, trainata – come evidenziato nei paragrafi precedenti – soprattutto dalle attività del Core Cultura. Chieti, con 411 milioni di euro di valore aggiunto e circa 6.900 occupati, rappresenta invece la principale provincia abruzzese per dimensione economica del Sistema Produttivo Culturale e Creativo, risultato che riflette il rilevante contributo degli Embedded Creatives e la forte integrazione tra competenze creative e sistema produttivo provinciale.
Il modello nazionale e l’Abruzzo
Nel complesso, la distribuzione dei domini mostra come il Core Cultura abruzzese non replichi il modello nazionale, ma presenta una propria identità produttiva, fondata sulla forza delle attività di progettazione, sulla tradizione editoriale e su un'articolazione territoriale delle diverse vocazioni culturali che costituisce uno dei principali elementi competitivi del sistema culturale regionale.
Conclusioni
Nel complesso, il Sistema Produttivo Culturale e Creativo rappresenta per l'Abruzzo non soltanto un settore economico in crescita, ma una leva strategica di sviluppo. La capacità di integrare cultura, creatività, innovazione e produzione, insieme alla distribuzione policentrica delle attività culturali e creative tra le quattro province, costituisce un vantaggio competitivo per la regione. Valorizzare questo modello significa rafforzare un ecosistema nel quale cultura e creatività non sono elementi accessori, ma fattori determinanti per la competitività, l'attrattività e la sostenibilità dello sviluppo regionale.
In questa prospettiva, la designazione dell’Aquila a Capitale italiana della Cultura 2026 rappresenta un'opportunità non soltanto per il capoluogo, ma per l'intero Sistema Produttivo Culturale e Creativo dell'Abruzzo, favorendo il rafforzamento del modello “diffuso” regionale e la valorizzazione delle diverse vocazioni territoriali.
Ufficio stampa Fondazione Symbola - Abruzzo
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