L'iniziativa odierna non giunge a sorpresa, ma rappresenta l'approdo naturale di un fitto dialogo istituzionale avviato nelle scorse settimane, quando la FIALS aveva manifestato la volontà di intraprendere una via risolutiva stragiudiziale trovando l'immediato e positivo riscontro dell'Azienda Sanitaria. La notizia dell'apertura del canale conciliativo ha generato un vero e proprio effetto domino nelle corsie e negli uffici della ASL: centinaia di lavoratori si sono rivolti in brevissimo tempo alle sedi del sindacato su tutto il territorio provinciale per conferire formale mandato ed essere inseriti nelle procedure di recupero.
Per gestire questo imponente flusso in modo fluido, rigoroso e privo di inceppamenti burocratici, la FIALS ha strutturato la documentazione dividendo i primi 50 dipendenti in tre gruppi operativi autonomi, affiancando a ciascuno di essi un conciliatore designato e un dirigente sindacale di riferimento. Con la formalizzazione della richiesta ex articoli 410 e seguenti del Codice di Procedura Civile, scatta ora il termine di quindici giorni entro cui la Direzione ASL stabilirà il calendario ufficiale degli incontri per la sigla dei singoli verbali di conciliazione.
A blindare l'intera operazione sul piano del diritto è un quadro normativo e giurisprudenziale ormai monolitico. Il diritto al buono pasto sostitutivo trova la sua genesi nel D.Lgs. 66/2003 e nella contrattazione collettiva di settore, norme che tutelano il recupero delle energie psicofisiche garantendo la refezione a chiunque svolga turni di lavoro superiori alle sei ore in fasce orarie coincidenti con i pasti. Un principio granitico che ha trovato piena e costante conferma nei pronunciamenti della Corte di Cassazione – ex plurimis le sentenza Sezione Lavoro n. 5547/2021 – la quale ha ribadito in maniera ferma ed anche
F.I.A.L.S.
FIALS Segreteria Provinciale L'Aquila - Ufficio Stampa Pagina 2 di 2
inequivocabile la natura assistenziale del buono pasto e il conseguente diritto al controvalore economico in tutti i casi in cui le esigenze organizzative dell'Azienda impediscano la fruizione della mensa interna.
Proprio alla luce di questi indiscutibili capisaldi legali, la FIALS ribadisce con forza come la strada extragiudiziale costituisca in assoluto l'opzione più intelligente, rapida e priva di rischi per entrambe le parti. Imbarcarsi in lunghe e logoranti battaglie giudiziarie in Tribunale determinerebbe unicamente un evitabile differimento dei tempi per i lavoratori e un gravoso appesantimento di spese legali e di soccombenza a carico dell'Azienda Sanitaria e del Servizio Sanitario Regionale.
Dal punto di vista tecnico-giuridico, la scelta del tentativo di conciliazione in sede protetta ex art. 410 c.p.c. assicura infatti la formazione di un verbale con efficacia di titolo esecutivo, offrendo una garanzia di inoppugnabilità e certezza del diritto analoga a quella di una sentenza passata in giudicato, ma con un azzeramento dei rischi di soccombenza e delle aleatorietà processuali. La conciliazione consente così di calibrare e quantificare esattamente le spettanze maturate nei singoli turni di servizio, tutelando sia i crediti retributivo-assistenziali dei dipendenti, sia l'equilibrio dei bilanci pubblici da imprevisti e insostenibili arretrati d'interessi e spese di lite.
Mentre si attende la convocazione del primo tavolo negoziale presso i locali sindacali, gli uffici della FIALS L'Aquila lavorano a pieno ritmo al completamento dei dossier successivi: centinaia di nuove posizioni sono già in fase di perfezionamento e verranno inoltrate all'Azienda attraverso repentine e successive tranche conciliative, a dimostrazione di una vertenza destinata a fare da apripista per la tutela dei diritti dei lavoratori della sanità".
IL SEGRETARIO GENERALE FIALS L'AQUILA Marcello Ferretti
I VICE SEGRETARI FIALS L'AQUILA Salvatore Placidi Marco Rossi

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