ROMA - "
Con "Il D’Annunzio Segreto", Paolo Cavallone firma un’opera che si sottrae alle letture più convenzionali del Vate, restituendone un’immagine intima, stratificata e profondamente poetica. Lontano da ogni intento biografico o ideologico, il lavoro si concentra sulla forza della parola dannunziana, lasciando emergere un ritratto libero, quasi sospeso e fuori dal tempo. Gabriele d'Annunzio appare immerso in un dolore di matrice romantica che, attraversando la modernità, si inasprisce fino a trovare risonanze nel clima inquieto del Novecento.
Presentato in anteprima nazionale lunedì 4 maggio 2026 all’Auditorium Flaiano di Pescara, lo spettacolo — prodotto dalla neonata Pescara Ergo Sum ideata da Tiziana Le Donne, con il sostegno del Ministero della Cultura— si presenta come un atto unico capace di fondere linguaggi diversi — teatro, musica e danza — in un’esperienza immersiva, segnando un debutto sicuramente notevole. In scena, Marco Gambino e Sebastiano Somma si impongono come protagonisti di un dialogo intenso, costruendo un confronto scenico di forte tensione espressiva. La regia di Walter Nanni plasma uno spazio scenico dinamico e immersivo, dove luci e ledwall non si limitano a illuminare, ma trasformano e amplificano la percezione della scena. In questo contesto, le coreografie di Mirko Riccardi assumono una qualità scultorea: i danzatori Ilaria Papa, Ciro Stanco e Luca Esposito diventano estensioni fisiche della drammaturgia, sotto la supervisione attenta di Francesco Vantaggio, traducendo in gesto la tensione poetica dell’opera.

La drammaturgia, essenziale ma densa, ruota attorno a due figure: d’Annunzio e il conte Tom Graziani, alter ego ispirato alla figura storica di Tom Antongini. Questo dialogo a due si rivela una scelta efficace: più che ricostruire eventi, attiva una riflessione sulla memoria e sulla reinvenzione poetica, dove realtà e immaginazione si fondono senza soluzione di continuità. Emergono inoltre echi culturali riconoscibili che rimandano all’universo novecentesco, contribuendo a stratificare ulteriormente il tessuto espressivo dell’opera.
Il cuore del lavoro risiede nella concezione di Cavallone della parola come suono e materia musicale. La sua "poetica dell’attraversamento” si traduce in una continua trasformazione dei significati: i versi si decontestualizzano, si aprono a nuove risonanze, mentre la musica — da Bach a Puccini, passando per Chopin — dialoga con composizioni originali eseguite al pianoforte dallo stesso Cavallone. Tra queste spicca "Il Tango di Gabriel", composto appositamente per l’opera, momento di forte suggestione che condensa in musica il carattere seduttivo e inquieto del protagonista.
Ne emerge uno spettacolo che non solo omaggia d’Annunzio, ma lo reinventa, rendendolo sorprendentemente contemporaneo. Tra momenti di intensità lirica e aperture più leggere e ironiche, "Il D’Annunzio Segreto" coinvolge tutti senza rinunciare alla complessità. All’anteprima erano presenti, tra gli altri, il deputato Guerino Testa, il senatore Etel Sigismondi, il sindaco di Pescara, Carlo Masci, il Prefetto di Pescara, Luigi Carnevale".
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