Quando la pezza è peggio dello strappo, viene da dire.
Ancora attualissimo lo scandalo venuto alla luce con il gruppo fb "Mia moglie" pubblicato sulla piattaforma Meta, dove foto di donne ignare venivano pubblicate senza il loro consenso e sottoposte ai commenti ignobili degli utenti maschi.
" Ancora una volta, foto rubate e pubblicate - senza il consenso di mogli, sorelle, compagne, colleghe o perfette sconosciute – per mettere le donne "tanto amate" al centro di un circo lurido e vigliacco. " -dice Gilda Panella – "No, non è 'solo un gioco', come qualcuno ha maldestramente tentato di giustificare la propria partecipazione ad un "mercato" indegno. E' violenza subdola e vile perpetrata alle spalle di donne ignare; quelle stesse donne che gli "uomini" presenti in questi gruppi dicono di amare. Amore? Ma quale amore? E' violenza, mancanza di rispetto, tradimento della fiducia e della lealtà che si deve a chi si ama davvero. "
Altre pagine e altri siti vengono a galla con il loro carico di squallore.
" Per una pagina chiusa, quante ancora sono attive con maschi violenti di cui gli stessi uomini civili si vergognano? Proprio a loro, agli uomini civili, il nostro appello – prosegue la portavoce -: " La violenza maschile contro le donne ha mille sfaccettature, questa è solo una delle infinite forme. Agli uomini civili, il compito di emarginare, combattere e denunciare le modalità rivoltanti e indegne dei violenti che macchiano di vergogna il genere maschile e l'intera umanità."
Tanti padri di famiglia, stimati professionisti, "uomini" apparentemente "per bene" che trovano "divertente" quel che non è un gioco, ma violenza. E c'è da chiedersi, anche, quali siano "i parametri di civiltà, rispetto e legalità" di Meta se pagine del genere abbondano sulle loro piattaforme; pagine che, spesso, ci raccontano le cronache, solo il clamore mediatico riesce a far chiudere.
Siamo qui, ancora oggi, nel 2025, a dover ragionare di forme di violenza subdole e vigliacche che colpiscono le donne. Noi andremo avanti con le nostre campagne di civiltà, è nostro dovere morale, ma è chiaro che la violenza maschile contro le donne ha bisogno urgente di una visione nuova e maggiormente impattante nell'educazione collettiva al rispetto. Una vera e propria rivoluzione culturale. Non bastano leggi più aspre e campagne contro le violenze; occorre, con urgenza, agire alla radice del male.
Riteniamo, ad esempio, essenziale l'introduzione della " cultura del rispetto " quale materia scolastica, perché i bambini e i ragazzi vengano educati e formati alla civiltà.
- E conclude, Gilda Panella - Per il prossimo femminicidio, perché ci sarà, lo sappiamo tutte/, ed è terribile, è solo questione di tempo, immaginiamo già lo strazio ipocrita e la condanna d'apparenza espressa da molti di quegli "uomini", che 'hanno giocato' e 'giocano' sulla dignità e sui corpi delle donne, su quelle loro pagine da maschi senza il senso dell'onore."
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