La lotta per la libertà del Venezuela, soffocata da anni di regime, continua a vivere nell’azione politica di chi ha dovuto lasciare la propria patria e ora vive in esilio.
Bittar, la cui leadership è emersa dalle vibranti proteste studentesche che si opponevano al crescente autoritarismo nel paese sudamericano, porta con sé il peso e la speranza di un popolo che anela alla democrazia.
La sua azione politica in questi anni ha trovato eco e sostegno in diverse figure di spicco del panorama internazionale. Tra i primi ad appoggiare con convinzione il movimento "Rumbo Libertad" (Direzione Libertà), da lui animato, spicca l'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro. A questo sostegno si sono aggiunti recentemente quello del Presidente argentino Javier Milei e, non ultimo, quello di George Simion, il leader politico rumeno che ha recentemente trionfato nel primo turno delle elezioni nel suo paese. Un importante sostegno si è avuto anche dall’amministrazione Trump del quale Bittar curava la comunicazione social in lingua spagnola.
La tappa pescarese ha avuto un significato particolare, non solo per la presenza di Bittar, ma anche per le riflessioni poste in essere con Edgardo Ricciuti, ideologo del movimento e professore dell'Università di Caracas, anch'egli costretto all'esilio e i suoi consulenti. La sua presenza ha rappresentato un momento di riflessione strategica e di rafforzamento ideologico per il movimento. La battaglia portata avanti da Bittar non si limita alla mera opposizione politica, ma si scontra quotidianamente con un regime che ha affinato negli anni sofisticate tecniche di manipolazione dell’informazione e di propaganda.
Questa strategia perversa mira a distorcere la realtà, creando una narrazione artefatta che tace la repressione e le violazioni dei diritti umani. Ancor più insidiosa è la creazione, da parte del regime, di una falsa opposizione, funzionale unicamente al compattamento interno del potere e alla perpetuazione dello status quo. Smascherare queste mistificazioni e offrire una voce autentica al desiderio di cambiamento del popolo venezuelano rappresenta una sfida cruciale che Bittar affronta con tenacia, consapevole che la vera libertà passa anche attraverso la liberazione dalla menzogna.
L'incontro pescarese non è stato solo un momento di aggregazione, ma anche un'occasione per ribadire l'impegno a continuare la battaglia per un Venezuela libero e democratico. La presenza di figure come Bittar e Ricciuti, insieme al sostegno internazionale e all'attivismo della diaspora, mantengono viva la speranza che un futuro di libertà per il Venezuela non sia un'utopia, ma un obiettivo per cui continuare a lottare con determinazione.
La fiamma della resistenza venezuelana, alimentata dalla passione di chi ha dovuto lasciare la propria terra, continua a brillare, trovando a Pescara un nuovo, significativo punto di convergenza".
Nessun commento:
Posta un commento