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venerdì 21 ottobre 2016

SUCCESSO A PARIGI PER IL CONCERTO DEL COMPOSITORE SULMONESE PAOLO CAVALLONE

PARIGI - Applausi e grande entusiasmo a Parigi per il concerto del compositore sulmonese Paolo Cavallone, con il flautista Roberto Fabbriciani e la pianista Silvia D’Augello.Martedì 18 ottobre l’Istituto Italiano di Cultura della capitale francese ha ospitato l’importante evento culturale. Protagonisti il virtuoso Fabbriciani e Silvia D’Augello, che hanno magistralmente interpretato le composizioni di Paolo Cavallone,
di cui una prima assoluta mondiale e cinque in prima esecuzione francese.Nel corso della serata sono state eseguite le composizioni “Immagini d'argilla” (2015) per pianoforte, “Illusioni” (1995) per pianoforte, “Confini” (2005) per pianoforte, “Polimorfie” (2010) per flauto, “Miroirs d’esquisses” (2016) per flauto basso e contrabbasso (prima esecuzione) e “Esquisses d’automne” (2016) per flauto e pianoforte.
Paolo Cavallone è considerato come uno dei talenti più interessanti del panorama musicale contemporaneo, soprattutto per l’apertura estetica della sua musica, definita come “rivoluzionaria”. Dal confronto con la poliedricità del reale scaturisce l’esigenza di tradurne i vari idiomi che lo informano. Da qui, la possibilità e la necessità di inquadrare da diverse prospettive un unico “oggetto” interiore – e musicale – generando configurazioni differenti e, allo stesso tempo, complementari le une alle altre. Si inserisce esplicitamente in questo atteggiamento, in tale “poetica dell’attraversamento”, la sonata per pianoforte “Confini” (2006), la cui “apertura di senso” – in relazione sia alla percezione auditiva/visiva, sia al rapporto compositore/interprete – conduce il lavoro ad una rilettura del concetto classico di sonata”.
“Immagini d’argilla” (2015), invece, si presenta come una collezione di dodici brevi pezzi con una sonorità clavicembalistica. I vari elementi che costituiscono il lavoro sono suscettibili di diverse interpretazioni e non prendono mai una forma definita, aprendosi a qualcosa di diverso nel loro divenire (e/o ritornare in contesti diversi). “Illusioni” (1995), al contrario, si configura come una sorta di “antologia d’infanzia,” perché basato esclusivamente su motivi composti fra gli otto e i dodici anni (nella maggior parte dei casi riportati integralmente). I tasselli dei mosaici realizzati da Cavallone prendono forma sempre diversa nelle tensioni fra gli intervalli ed all’interno degli intervalli anche nel brano “Esquisses d’automne” (2016), per flauto e pianoforte. Gli otto brevi pezzi realizzano una compressione e totale apertura di significato dei vari frammenti. In questo quadro si inseriscono anche “Polimorfie” (2010), una serie di vari(e)azioni “in-side out” il suono sul Preludio in mi minore di Chopin, e “Miroirs d’esquisses” (2016), carrellata di dodici immagini sonore. Entrambi i brani per flauto sono nati dalla collaborazione con Roberto Fabbriciani e sono a lui dedicati.




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