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giovedì 15 maggio 2014

SPACCIARONO BANCONOTE FALSE, TRE DONNE AGLI ARRESTI DOMICILIARI

SULMONA - I militari della Stazione Carabinieri di Sulmona, unitamente ai colleghi delle Compagnie Carabinieri di Napoli-Vomero, Napoli-Stella e Casoria, hanno eseguito nel pomeriggio di ieri tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di tre donne, L.A., classe ’76, L.B., classe ’78, e R.A.M., classe ’89, tutte residenti a Napoli.L’indagine, che ha portato all’esecuzione dei provvedimenti di ieri, parte dall’arresto in flagranza di reato delle tre che il 19 marzo 2014 erano state sorprese mentre spacciavano banconote da 100 euro false a due commercianti di Sulmona.
In quella occasione, a seguito della perquisizione veicolare e personale, le donne furono trovate in possesso di altre 12 banconote dello stesso taglio ed avente la stesso numero di serie, nonché di oltre 1000 euro di denaro contante genuino, provento dell’illecita attività sino ad allora posta in essere, oltre che di merce acquistata con il denaro falso.
Gli arresti, operati dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sulmona, vennero convalidati ed il G.I.P. emetteva la misura cautelare della presentazione alla Polizia Giudiziaria nei confronti delle tre.
Subito dopo, il locale Comando Stazione, in sinergia con il Nucleo Operativo e Radiomobile, avviava una complessa attività d’indagine finalizzata ad accertare se nel comprensorio Peligno erano state spacciate altre banconote false.
Da primi accertamenti si acclarò che altri 3 commercianti del centro di Sulmona avevano denunciato di aver subito lo stesso reato preso altra Forza di Polizia. Le indagini allora hanno cominciato ad allargarsi e, grazie ai contatti avuti dal Carabiniere di Quartiere, si è riusciti a identificare altri 4 commercianti che, pur avendo subito lo stesso delitto, non avevano denunciato l’accaduto. A questo punto, sono stati ascoltati i commercianti sulle modalità degli eventi delittuosi e, soprattutto, sono stati eseguiti validi riconoscimenti fotografici di chi aveva speso quel denaro. A completamento delle attività, poi, sono state estrapolate immagini da telecamere a circuito chiuso di esercizi commerciali e da quelle apposte in centro per la sicurezza urbana e, al termine di tutte le attività, il risultato è apparso subito chiaro, preciso e concordante nel far emergere la responsabilità delle donne arrestate.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona, quindi, avendo ricevuto esaustiva comunicazione di notizia di reato a carico delle donne ed avendo coordinato l’intera attività svolta dai Carabinieri sin dall’inizio, ha chiesto al Giudice per le indagini preliminari un aggravamento della misura cautelare della presentazione giornaliera alla Polizia Giudiziaria, cui le donne erano sottoposte, richiedendo gli arresti domiciliari che sono stati concessi dal G.I.P. ed eseguiti ieri pomeriggio.
 










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