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giovedì 25 ottobre 2012

A COCULLO UN PROGETTO "DA CERCATORI DI SERPENTI A RICERCATORI"


COCULLO - ‘Da cercatori di serpenti a ricercatori: quali possibili scenari per lo sviluppo sostenibile di Cocullo?". E' il titolo del convegno che si svolgerà sabato 3 novembre ore 15 nella sala consiliare del Comune.  Da secoli Cocullo e la sua comunità celebrano il Rito di San Domenico. La statua del Santo, portata in processione per le vie del paese, viene vestita dai Serpari con i serpenti trovati nelle campagne. Un tempo i rettili erano piuttosto comuni in tutto il territorio. Oggi, purtroppo, non più. Secondo diversi studi scientifici le
serpi, come altre componenti dell’ecosistema appenninico, sono in declino. Cocullo e le aree limitrofe sembrano, tuttavia, mantenere una buona presenza di serpenti. Tra le potenziali motivazioni per spiegare questa relativa abbondanza ci sono una bassa densità abitativa, l’abbandono di consistenti parti di territorio e il rispetto che le persone locali hanno per questi vertebrati altrove perseguitati e uccisi.

“Da Cercatori di serpenti…a ricercatori” è un progetto di sviluppo sostenibile in quanto abbina la tutela dell’antico patrimonio culturale (il rito di San Domenico dei serpari di Cocullo), a quella del patrimonio naturalistico (i serpenti e più in generale l’ambiente appenninico) e allo sviluppo di un’economia locale legata al turismo ambientale e culturale (sentiero naturalistico e spazi museali specifici).
In questo senso la giornata del 3 novembre vuole essere l’occasione per presentare i risultati fino ad oggi conseguiti, proporre e descrivere gli obiettivi del progetto e gli strumenti per realizzarlo, condividere opinioni e idee al riguardo, prospettare possibili scenari futuri.

Nel 2007 la comunità di Cocullo ha intrapreso un percorso volto a certificare la salute delle popolazioni di serpenti locali. Negli ultimi tre anni un team di esperti (un biologo, un erpetologo professionista, supportati da un veterinario e dal punto di vista laboratoristico dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana) in stretta collaborazione con i  serpari e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e delle realtà culturali e sociali locali monitora attraverso una serie di indagini e analisi annuali lo stato di salute dei serpenti. Questo monitoraggio sta fornendo numerose informazioni che nel breve diventeranno uno strumento utile alla conservazioni delle specie di ofidi presenti nel territorio regionale. Si tratta, è bene sottolinearlo di un caso unico in Italia.
Grazie alla realizzazione del monitoraggio, Cocullo ha ottenuto la deroga dal Ministero dell’Ambiente al DPR n. 357/97 che recepisce la direttiva europea 92/CEE  (“Direttiva Habitat”), che vieta la cattura e la manipolazione delle specie di serpenti utilizzati per il rito.   Tale deroga ottenuta per il riconosciuto valore sociale attribuito alla festa di San Domenico consente il mantenimento dello storico rito. Annualmente l’amministrazione comunale redige una certificazione delle attività svolte prima, durante e immediatamente dopo la festa e le inoltra all’Ufficio Conservazione della Natura del Ministero dell’Ambiente
La collaborazione tra realtà locali e il team di professionisti ha portato anche alla realizzazione di uno spazio museale naturalistico dove gruppi di scolaresche e di visitatori possono avere informazioni dettagliate sui serpenti e il loro ruolo in natura. Nel prossimo futuro si prevede di ampliare il museo e creare un sentiero naturalistico originale, attrezzato per famiglie, turisti e appassionati di escursioni nel fondovalle tra Cocullo ed Anversa degli Abruzzi e che abbia come ‘filo conduttore’ il serpente e il suo ambiente. Ambedue gli obiettivi andranno  realizzati secondo le più moderne metodologie e tecnologie didattico-educative.
Il progetto, inoltre, è parte integrante di una domanda, che verrà inoltrata all’Unesco, per riconoscere il rito di San Domenico di Cocullo quale Patrimonio dell’Umanità.

Sarà presentata anche una mostra erpetologica.
Presenteranno i risulti, durante il convegno, i responsabili scientifici Gianpaolo Montinaro e Ernesto Filippi, responsabili scientifici del progetto, e interverranno Giuseppe Rossi, commissario del Pnalm e Franco Iezzi, presidente del Parco Majella.