Per l’Assessore Provinciale Mauro Fattore sarebbe stato finto il terremoto in Valle Peligna.E’ quello che si evince dalla frase:“ Il Liceo Classico dell’Aquila non c’è più perché c’è stato un terremoto vero e non finto”.Frase pronunciata, con rabbia e malcelato livore, nel corso del Consiglio Provinciale di ieri, nel rispondere all’interrogazione consiliare sul Liceo Classico di Sulmona presentata da Fusco e da Mastrangioli, con la quale chiedeva semplicemente se risultassero vere le dichiarazioni rilasciate alla stampa nelle settimane scorse dall’Avv. Morgante.Un’affermazione e una insinuazione grave, gratuita e fuori luogo, significativa non soltanto per la caduta di stile da parte di un’Assessore ma perché esprime concretamente quello che alcuni realmente pensano delle condizioni in cui versa la Valle Peligna dopo il sisma del 6 aprile del 2009e delle nostre rivendicazioni: di fatto considerati degli approfittatori, mentre ben altre sarebbero le urgenze e le priorità.Trova ulteriormente conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la considerazione che l’essere dentro e fuori il cosidetto “cratere” ha avuto ed ha il significato di rendere diseguali i diritti individuali e collettivi.Hanno meno diritti di altri gli studenti del Liceo Classico a rientrare nella propria scuola;Hanno meno diritti i cittadini sfollati a rientrare nelle proprie abitazioni inagibili;Hanno meno diritti le Imprese e le Aziende ad esser aiutate ad uscire dalla difficoltà produttive ed economiche causate dal sisma.Grave e ingiustificabile il fatto che nessun componente della Maggioranza, di Giunta e di Consiglio, abbia sentito il dovere di stigmatizzare la grave insinuazione dell’Assessore Fattore e che quest’ultimo non si sia minimamente preoccupato di chiedere scusa a fronte delle reazioni dei Consiglieri Fusco e Mastrangioli.Per quanto attiene alla problematica relativa all’esistenza o meno dei fondi per il Liceo Classico, al di là delle parole, dei documenti che attestano disponibilità di risorse per gli interventi di riparazione e consolidamento della struttura di Piazza Ovidio, fatto già noto, nessun elemento concreto è stato fornito sul reale avvio dei lavori.Dagli interventi di Fattore e dello stesso Presidente delle Giunta, abbiamo capito che c’è uno scarica barile di competenze su chi debba essere il soggetto attuatore, se i Beni Culturali di Marchetti, la Provincia e lo stesso Comune di Sulmona che, a parere del Presidente, dovrebbe predisporre il progetto in base ad un’Ordinanza di prossima emissione.Nei fatti, la soluzione al problema non è nell’immediato.
Il Consigliere Provinciale
Capogruppo Consiliare
Enio Mastrangioli
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