PESCARA - "Definirlo un "inferno" in terra potrebbe addirittura rasentare l'eufemismo. Quello che sta succedendo presso la Casa Circondariale di Pescara è davvero troppo tanto che non lo si ricorda a memoria d'uomo in Abruzzo, neanche rapportandolo al truste periodo dell'evasione di massa operata dalla banda Battestini.Abbiamo raccontato di quanto accaduto la settimana scorsa e del detenuto psichiatrico che teneva sotto scacco l'intero carcere rivierasco.Bene, cioè male...,lo stesso detenuto che, lo diciamo con convinzione, non dovrebbe stare in carcere (quanto meno in un carcere inadeguato come Pescara) ma in una struttura specializzata nella cura di persone affette da gravi problemi psichiatrici e con note propensioni ad atti auto- ed etero-aggressivi, ha aggredito sferrando un violento pugno al medico di guardia.
Lo avrebbe fatto, stanto quanto riferito da fonti carcerarie, per motivi assolutamente pretestuosi e futili.
Il sanitario, unico medico di guardia, avrebbe stoicamente continuato a prestare servizio fino al termine del turno, salvo poi gettare la spugna e ricorrere alle cure del locale pronto soccorso.
Al momento non si hanno notizie né di diagnosi né di prognosi.
In tutti i modi resta gravissimo il gesto prodotto dall'energumeno, il quale, presumiamo, proprio per via del suo status psichiatrico, è difficile possa essere sanzionato disciplinarmente.
Sentirsi impuniti spinge, spesso, anche ad andare oltre. È una condizione che in quanto di diabolica impostazione si riconduce perfettamente alla parola "inferno".
Una situazione che mina fortemente le forze di chi, con onesta e umana dedizione, si ritrova, come nel caso dei poliziotti penitenziari e per l'appunto dei medici, all'altro capo della "barricata".
Non è un caso quindi che lo stesso energumeno, nella giornata di avantieri, salito in Infermeria per essere medicato, aveva dato segni di squilibrio iniziando ad urlare, inveire e scagliarsi contro il personale infermieristico e di Polizia Penitenziaria in servizio.
Come si sa, molte volte i guai non vengono mai da soli.
Nella stessa giornata di ieri si sarebbe verificata, sempre presso il carcere di Pescara, una sorta di spedizione punitiva tra reclusi di due sezioni diverse: alcuni detenuti del piano terra avrebbero forzato lo sbarramento di uscita e tentato di salire al primo piano.
Si presume l'abbiano fatto per un regolamento di conti.
In questo caso solo grazie al pronto e zelante intervento degli Agenti di Polizia Penitenziaria in servizio, ai quali va il mio plauso, si è riusciti ad evitare conseguenze più gravi avendo riportato rapidamente la situazione sotto controllo.
Se fossero confermate le notizie ci ritroveremmo dinanzi a una vera débacle umana.
Ci si chiede come si faccia a operare con soggetti violenti, del tutto imprevedibili e che hanno l'unico scopo di dar seguito alle loro pulsioni, portando, come conseguenza, a gravi danni per la salute di chi viene aggredito o, peggio ancora, come nel caso del detenuto di Velletri, all'uccisione di una persona.
Come Cnpp-Spp siamo abituati non solo a denunciare ma, come sosteniamo da tempo, a proporre soluzioni.
Tra queste ribadiamo la necessità di riaprire e presto gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari per i soggetti psichiatrici e, nell'ambito della gestione dei violenti "sani di mente", l'implementazione di carceri dedicati esclusivamente alla gestione dei soggetti violenti che si sono macchiati di azioni vessatorie, aggressioni e prevaricazioni varie. Sezioni che andranno gestiti da personale formato come ad esempio il G.I.O., che per l'occasione potrebbero prendere il nome di "G.14bis" o "G.32" dagli articoli dell'ordinamento e del Regolamento di Esecuzione dell' ordinamento penitenziario dedicati alle azioni disciplinari di contrasto nei confronti dei detenuti riottosi.
Così facendo si darebbe anche un senso alla presenza di gruppi specializzati e che in quanto tali dovrebbero concorrere a fare stare meglio i loro colleghi operanti in sezione detentiva.
I politici non hanno scusanti ora.
I mezzi glieli abbiamo suggeriti.
Tocca a loro metterli in campo se non vorranno essere "conniventi" a cotanto disastro".
Il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella
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