PESCARA-
"Prendiamo atto del comunicato prodotto da un sindacato di polizia
penitenziaria circa la richiesta di chiusura immediata del carcere di
Pescara. Comunicato che in gran parte condividiamo avendolo noi stessi chiesto più e più volte.L'unica
cosa che ci porta a non condividerne il contenuto è l'aspetto temporale
che viene citato nel dispaccio atteso che i quasi 400 detenuti che
verrebbero "forzatamente" spostati dall'immediata chiusura, non potendo
essere ovviamente liberati, andrebbero ad appesantire la situazione di
altri istituti del distretto, anch'essi alle prese con problemi di
carattere logistico, ovvero di sovraffollamento.
Quello
che non va assolutamente fatto, a nostro parere, è perdere prezioso
tempo nella costruzione di uno nuovo di istituto, delocalizzato in altro
territorio della città e molto più rispondente ai voleri delle
normative vigenti in materia penitenziaria.
Spostare il problema altrove sarebbe inutile e dannoso.
Magari
il Governo potrebbe venirci incontro dando seguito alle tante parole
date iniziando a sfoltire gli istituti di psichiatri che in carcere
non dovrebbero assolutamente entrare e di tossicodipendenti.
Allora sì che il carcere di Pescara, fatto il dovuto, sarebbe utile chiuderlo istantaneamente.
Altro
grande problema è il non vedere trovare una quadra sull'avvento del
polo unico regionale per i piantonamenti ospedalieri, anche questa
tematica più e più volte da noi affrontata ma lasciata sistematicamente
al palo.
Se solo si iniziasse a fare qualcosa
forse un po' di motivazione in più la daremmo ai poveri colleghi
costretti a turni a dir poco pericolosi e massacranti".
Il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella
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