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domenica 24 maggio 2026

"UNA SOLA CASA DI COMUNITÀ IN PROVINCIA DI PESCARA. A SCAFA IL RISULTATO PEGGIORE, RITARDI INCOLMABILI E COSTI CRESCIUTI DEL 75%"

SCAFA - "Arriva in zona cesarini l'inaugurazione della prima, e con tutta probabilità l'unica, Casa di Comunità della provincia di Pescara a Cepagatti. La Asl di Pescara infatti ha completamente fallito tutte le scadenze di questa specifica missione del Pnrr, non riuscendo a terminare nei tempi – cioè entro il 31 marzo 2026 – le strutture di Pescara, Penne, Spoltore, Montesilvano e Scafa. Praticamente tutte quelle previste, esclusa proprio quella di Cepagatti. In quest'ultima è da rilevare che i lavori da fare erano pochi, visto che non andava realizzata una struttura ex novo, e i pochi lavori eseguiti attendono comunque un collaudo entro il 30 giugno 2026. Ma intanto si taglia un nastro a favor di telecamera come nella tradizione propagandistica del centrodestra.Il nostro viaggio nei cantieri "immaginati" della Asl di Pescara è stato un vero e proprio tour delle incompiute, abbiamo più volte segnalato i vari "pastrocchi", tra cui l'abitudine dell'ente di modificare i contratti d'appalto in corso d'opera, aggiungendo lavorazioni dell'ultimo momento, necessarie ma non previste dal progetto, oppure previste ma non computate nell'appalto iniziale perché prive di copertura economica.

Un modus operandi che ha reso i lavori un percorso a ostacoli, come accaduto in modo evidente sul cantiere della Casa di Comunità di Scafa, che ha visto solo qualche giorno fa l'ennesima modifica contrattuale.

Parliamo di un intervento molto importante e centrale per l'intera val Pescara, ma i lavori sono stati consegnati alla ditta solo a marzo 2025, a ben due anni dall'approvazione del progetto a causa di errori procedurali di Asl e Areacom.

Già a giugno la Asl ha approvato la prima modifica contrattuale, giustificata dalla iniziale mancanza di fondi, in aumento per 265.000 euro, con un incremento del 29% rispetto ai 911.000 della gara. In questo caso, si è trattato di opere previste, ma inizialmente non aggiudicate per carenza di risorse.

Lo scorso 8 maggio, invece, la Asl ha disposto una ulteriore variante contrattuale, anche questa in aumento, per circa 484.000, motivata da "circostanze impreviste", che sembrerebbero essere legate a un enorme ritardo dell'altro cantiere, quello del Cers (Centro Erogazione Servizi, l'ex distretto sanitario) posto esattamente di fianco, con cui l'opera avrebbe dovuto essere in connessione funzionale. Ipotesi abbandonata perché i lavori per questa struttura sono ancora più in ritardo della Casa di Comunità. Nel Cers,  per una spesa di 190.000 euro, avrebbe dovuto essere collocata la Centrale Operativa Territoriale, finanziata anch'essa dal Pnrr. Una soluzione ormai tramontata. Di seguito elenchiamo alcune delle "circostanze impreviste": impianto antincendio e relativa vasca di accumulo, impianto fotovoltaico, realizzazione di marciapiedi, condotte idriche di adduzione al serbatoio, canalizzazione per smaltimento acque reflue e bianche con tubazioni di p.v.c. con allaccio alla condotta comunale. Ci fermiamo qui, ma potremmo andare oltre, tuttavia resta da chiedersi come possano essere "imprevisti" impianti antincendio, marciapiedi, fognature, tutte lavorazioni che avrebbero dovuto essere già previste e non inserite in corso d'opera, generando ulteriore aumento di costi, ormai raddoppiati rispetto a quelli affidati in sede di gara, al netto della "autonomizzazione" della struttura da quella del Cers.

Ricordiamo inoltre che la struttura dovrebbe essere completata entro fine mese, ipotesi francamente impossibile da sostenere, nonostante nella determina di variante la Asl sostenga che «i lavori sono in esecuzione con andamento regolare rispetto al Cronoprogramma».

La modifica contrattuale, inoltre,  eccede il valore del contratto iniziale del 37%, dunque poco sotto quel 50% che rappresenta il limite massimo previsto dal Codice degli Appalti. In realtà, se a questa cifra si aggiunge anche quella oggetto della prima modifica, il 50% verrebbe superato, ma la stessa legge prevede che questi importi non siano comunque cumulabili sotto questo punto di vista. Anche se la normativa degli appalti viene rispettata, d'altro canto possiamo affermare con certezza che rispetto agli iniziali 911.000 euro – cioè la cifra aggiudicata in fase di gara – siamo arrivati a 1,6 milioni di euro, pari al 75% in più.

Alla luce di tutto questo, quindi, anche l'inaugurazione della prima Casa di Comunità non può lasciarci soddisfatti. Parliamo di un risultato minimo, reso possibile da una mole enorme di fondi, come quelli PNRR, arrivati senza alcun merito di una destra che, sia a livello nazionale che regionale, ha fatto ben poco per metterli a frutto, anzi spesso ha finito per ostacolare i progetti a cui erano destinati. Insomma, Fratelli D'Italia, Lega e Forza Italia avrebbero solo dovuto mettere a sistema queste risorse sul territorio. Invece il bilancio, soprattutto nella provincia di Pescara, è tutt'altro che positivo. Ritardi, inefficienze, confusione e pressapochismo stanno producendo conseguenze concrete sui servizi che non arrivano ai cittadini e  hanno un peso economico che rischia di ricadere sulle casse pubbliche, fino al pericolo, nei casi peggiori, di dover restituire risorse all'Unione Europea per manifesta incapacità del governo regionale di utilizzarle correttamente".


Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

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