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lunedì 18 maggio 2026

“SMILITARIZZARE MONTE SAN COSIMO” INCONTRO PUBBLICO A SULMONA

SULMONA - "Si terrà mercoledì 20 maggio alle ore 17 e 30, presso la Cgil di Sulmona in vico del Vecchio, un incontro pubblico sul tema della smilitarizzazione di Monte San Cosimo. I relatori saranno Renato Di Nicola del coordinamento abruzzese Disarmare la pace, Disertare la guerra, e Mario Pizzola del Movimento Nonviolento. Seguirà il dibattito.La questione torna d’attualità in seguito ai gravi eventi bellici che caratterizzano questo periodo storico nel quale finiscono nel mirino gli impianti militari strategici. Tra questi il deposito militare di Monte San Cosimo, uno dei più grandi dell’Italia centro-meridionale, che ogni qual volta c’è una crisi internazionale viene sottoposto alla massima allerta secondo i dispositivi Nato.Non è un mistero, infatti, che il deposito militare, proprio per la sua importanza, figura tra gli obiettivi sensibili e più volte è stato al centro dell’attenzione. Come nel 1986 quando, in occasione della crisi Italia – Libia, il regime di Gheddafi minacciò di colpirlo. Nel 1990 venne anche individuato dal governo come uno dei siti idonei per lo stoccaggio delle scorie radioattive. Il deposito ha una particolarità pressoché unica. E’ dotato di gallerie scavate all’interno della montagna nelle quali vengono occultati i materiali bellici. Nell’inverno del 2022, quando la Russia invase l’ucraina, si assistette ad un movimento di mezzi militari, che verosimilmente trasportavano armi, in entrata e in uscita dal deposito.
La struttura militare copre un’area vastissima: 133 ettari appartenenti ai Comuni di Pratola Peligna, Sulmona e Prezza. Prima che, alla fine degli anni ’30, venissero espropriati dal regime fascista per la costruzione del dinamitificio Montecatini – Nobel, quelli erano tra i terreni più fertili della Valle Peligna. Nel dopoguerra i contadini di Pratola, insieme ai sindacati, misero in atto manifestazioni affinché l’area fosse restituita ai Comuni. Ma il governo trasformò l’ex dinamitificio in una grande polveriera.
Cosa si nasconde nei tunnel di Monte San Cosimo? Nessuno è in grado di dirlo perché sul deposito vige il più rigoroso top secret. L’unico parlamentare che lo visitò, nel 1968, fu il senatore Michele Celidonio ma anche a lui, come poi raccontò, fu impedito di vedere alcuni ambienti particolari per “motivi di sicurezza”. Da quasi 90 anni i cittadini della Valle Peligna convivono con un evidente pericolo (nel 1943 ci fu il bombardamento da parte dell’aviazione angloamericana che provocò diversi morti) e con un peso inutile.  Un pericolo e un peso che invece possono essere trasformati in una risorsa per la collettività.
L’area è già infrastrutturata, dotata cioè di ogni servizio (elettricità, acqua e gas), di una rete di strade interne e di una ferrovia collegata con la stazione di Pratola Superiore. E’ inoltre vicina all’autostrada. La sua restituzione alle comunità locali rappresenterebbe una importante opportunità. Da luogo adibito alla custodia di strumenti di morte potrebbe diventare un’area al servizio della vita e della pace, da destinare a finalità multiple: sociali, produttive e culturali.
L’incontro di mercoledì prossimo non è fine a sé stesso ma è in preparazione della manifestazione che si terrà il 2 giugno davanti all’entrata del deposito militare per rilanciare la lotta della sua smilitarizzazione. Una lotta che deve vedere coinvolti non solo i cittadini ma anche i rappresentanti istituzionali ad ogni livello: parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali. E’ una lotta di tutti: contro la folle politica di riarmo e l’ideologia bellicista, per la pace e la cooperazione tra i popoli, per riappropriarci di Monte San Cosimo quale bene comune, per il futuro del nostro territorio".                                                             

 

    Coordinamento Disarmare la pace, Disertare la guerra
                          Movimento Nonviolento                              

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