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lunedì 30 marzo 2026

"ISPEZIONE SINDACALE DEI VERTICI DEL SINDACATO DI POLIZIA PENITENZIARIA ALLA CASA LAVORO DI VASTO. DI GIACOMO E NARDELLA: LA STRUTTURA DI VASTO NON È UNA CASA LAVORO!"

VASTO - "I vertici del Sindacato di Polizia Penitenziaria Cnpp-Spp Aldo Di Giacomo e Mauro Nardella, accompagnati dal rappresentante territoriale Fausto Varricchio si sono presentati oggi al Penitenziario di Vasto.Lo hanno fatto per capirci di più su una Casa Lavoro, quale dovrebbe essere quella Histoniana,che tutto sembra avere fuorché i connotati di una istituzione impostata sull'elemento cardine del trattamento penitenziario qual è il lavoro.È vero, i presupposti delle azioni ispettive proprie del sindacato sono impostati sulla verifica di condizioni dei luoghi di lavoro e di vita dei poliziotti penitenziari ma non possono non prescindere dalle quelle inerenti la vita dei detenuti e degli internati in essa ristretti.
Vedere gente tarlata da gravi problemi di natura psichiatrica, in un ambiente dove l'utilizzo di utensili non può prescindere dalla capacità che si deve avere di intendere e volere, rappresenta già di per sé una sconfitta del sistema. Questo a Vasto accade da sempre e purtroppo tuttora persiste.
Uno dei problemi più grandi presenti nella CL Vasto è dettata quindi  dall'eccessiva presenza di soggetti con gravi disturbi della mente.



All'interno della struttura è addirittura ospitato una persona totalmente incapace di intendere e di volere e che dal giudice è ritenuta incompatibile con il regime carcerario. Una situazione che i due segretari nazionali definiscono davvero surreale.
Insomma della struttura di Vasto tutto si può dire fuorché che sia una Casa Lavoro.
La logistica è in fase di revisione seppur persistono un po' dappertutto, al momento, infiltrazioni di acqua.
La pioggia qui è vissuta con incredibile timore specie dai ristretti che di problemi di salute ne hanno già troppi.
Eppure qui hanno fatto il loro giro fior fiori di parlamentari, compreso il dimissionario Del Mastro ma finora sulla o molto poco si è ottenuto in termini di evidente risoluzione del problema.
A dir del vero sono previsti interventi che dovrebbero consegnare alla storia passata un problema annoso che non può più essere procrastinato.
Attualmente sono in atto lavori di manutenzione ordinaria che un po' di toppe sui tanti problemi affliggenti il carcere le sta mettendo.
Tuttavia è necessario mettere su un adeguato budget se si vuole portare l'istituto ad essere finalmente apprezzato nell'ambito strutturale.
A cominciare da quello necessario per rifare completamente l'impianto idraulico e  sostituire le caldaie divenute troppo obsolete e non più capaci di assicurare con continuità acqua calda per le docce.
Se non si trovano finanche 15.000 euro per efficientare il sistema dei video colloqui sinceramente la vediamo dura.



Vi ricorderete delle denunce fatte su una sala regia che non c'era ma che, e questo lo dobbiamo ammettere, su determinazione assunta dal Provveditore Giacinto Siciliano ha visto la sua iniziale implementazione.
Dovrebbe essere pronta nei prossimi giorni.
Il tutto a riprova del fatto che quando si fa sindacato costruttivo qualcosa si ottiene.
Peccato per un terzo piano detentivo che è stato aperto convinti che avremmo visto ospitare detenuti prescelti. Ad oggi possiamo solo dire che si è rivelato un mezzo flop.
Il personale che vi opera però è il TOP.
È vero che sono pochi gli ispettori, pochissimi i sovrintendenti ma vi è un parco agenti e assistenti davvero di ottima qualità.
Resta da adeguarne il numero a una pianta organica che ne prevederebbe almeno un'altra decina e che, salvo aggressioni dell'ultimora, sarebbe in grado di rendere finalmente accettabile una professione resa monca nei risultati proprio a causa della carenza cronica di organico.
L'augurio che tutti ci facciamo è che venga presto rimpinguato il numero inviando agenti che vivono il rapporto con questo lavoro in maniera diretta e continuativa e non come fatto nell'ultima tornata di assegnazioni dove a fronte di 17 arrivi si sono presentati in soli 8. Il problema è legato a una assurda politica da parte dell'Amministrazione di assegnare personale nelle sedi salvo poi destinarlo ad ambiti specialistici quali Gom, Gio e addirittura fiamme azzurre.
I locali mensa vanno rimessi a nuovo per via di una vetustà degli arredi e di una cucina dove le addette si devono confrontare quotidianamente con defaillance strutturali e strumenti da lavoro non sempre, come nel caso dei congelatori, perfettamente funzionanti.
Il carcere manca di un bar ristoro essenziale per chi è costretto a vivere in caserma, per di più in aperta campagna e distante decine di chilometri dal centro".

Il Segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella

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